Chiesa San Bartolomeo

Immagine Chiesa San Bartolomeo

    Informazioni Generali

  • Chiesa della seconda metà Sec XV
  • Via Vittorio Veneto, 34

Descrizione Morfologica
L’edificio ha le caratteristiche di una chiesa gotica ad aula unica, con una facciata a spioventi, un rosone in asse con il colmo del tetto e leggermente decentrato rispetto al portale maggiore, finestre alte e strombate. All’interno 3 archi a tutto sesto delimitano le 4 campate in cui lo spazio risulta suddiviso.

 

Descrizione Storica
L’antica chiesa di San Bartolomeo in Albino, costruita nella seconda metà del XV secolo, collocata nel cuore dell’antico centro storico, costituisce uno dei monumenti storici più interessanti della Val Seriana. Ancora oggi all’interno della chiesa si apprezzano pregevoli affreschi: numerosi ex voto; interi cicli fra i quali il ciclo del Martirio di S. Bartolomeo, le Storie del Beato Simonino da Trento, un unicum per la zona; e dipinti che per la qualità possono essere avvicinati a note botteghe di pittori lombardi. L’edificio risulta arricchito da sculture lignee, in particolare dall’ importante presenza del Polittico ligneo di S. Bartolomeo, opera di Pietro Bussolo e Giovanni Marinoni, recentemente ricongiunta dopo una trentennale vicenda di dispersione.

Le origini della chiesa di San Bartolomeo in Albino risalgono al XIV secolo: nel 1336 frate Andrea Fornari chiedeva al vescovo di Bergamo Cipriano degli Alessandri il permesso di costruire un edificio intitolato al Santo.
Nel 1463 la cura della chiesa e delle sue pertinenze (comprendenti anche un ospedale) passava al Consorzio della Misericordia di Albino che procedeva all’abbattimento dell’antico edificio per ricostruirlo ampliato.

 

Elementi Significativi

Ciclo del Beato Simone da Trento | Giovanni Marinoni | Post 1484

Note: ciclo narrativo (cm. 404 x 219), affresco, parete sinistra

CICLO NARRATIVO DEL BEATO SIMONE DA TRENTO

Il ciclo è affiancato sul lato sinistro da una delle colonne dipinte che delimitano la cappella ed è campita sulla parete adiacente all’altare di San Rocco. È suddivisa su quattro registri, ognuno dei quali consta di due riquadri relativi alla vicenda trentina, fatta eccezione per il primo, a terminazione centinata, in cui compare un solo episodio. La comprensione delle scene era facilitata da iscrizioni in lingua volgare che comparivano al di sotto di ciascun episodio, ma che attualmente risultano in buona parte difficilmente decifrabili, quando non del tutto scomparse. La malta del ciclo copre quella del San Rocco datato 1484.

I prototipi di questa composizione sono da ricercare nei modelli xilografici, in particolare modo in alcune delle immagini poste a corredo di un’opera uscita a Trento nel 1475. Il ciclo simoniniano di Albino illustra, dalla prima alla sesta scena, i fatti di Trento che intercorrono tra martedì 21 marzo e la notte tra giovedì 23 e venerdì 24 marzo 1475 secondo la relazione dei fatti di Trento scritta lo stesso anno da Giovanni Mattia Tiberino.

Parete destra - quarta campata | V/A | Post 1478

L'affresco più antico presente nella chiesa pare rappresentato dalla Madonna col Bambino in trono  e realizzato sotto una finta architettura da cui pendono due campane di foglie e di frutti, con gli stemmi non identificati dei committenti.
Non si conosce il nome dell'artista, che si caratterizza per una linea di contorno molto decisa e un modellato molto morbido, reso per sottili passaggi tonali.

Il martirio di S. Bartolomeo | Giovanni Marinoni | 1492

Note: parete destra, terza campata, registro superiore, affresco

Il ciclo del martirio di S. Bartolomeo è collocato di fronte all’ingresso laterale della chiesa che un tempo si apriva sulla piazza del Comune prossima al sagrato della parrocchiale di S. Giuliano.

Il trittico è attribuito a Giovanni Marinoni e realizzato intorno al 1492. Giovanni, figlio di un Antonio "pittore", di cui non si hanno altre notizie, rappresenta la prima figura di rilievo per la storia della bottega Marinoni, dalla seconda metà del '400 al primo decennio del '500.

Le tre scene in S. Bartolomeo appartengono ancora a una cultura tardogotica e arcaizzante dove la corretta inquadratura prospettica e la solidità plastica cedono il passo all'icasticità dei gesti e alla vivace verve narrativa, e raffigurano tre episodi della vita di San Bartolomeo. Bartolomeo fu apostolo in Asia, evangelizzò e portò alla conversione quelle popolazioni pagane, fu protagonista di episodi di esorcismo e per tutto questo in Armenia bastonato e flagellato, crocifisso, e mentre era ancora in vita, scarnificato e quindi decapitato. I tre episodi affrescati in S. Bartolomeo rappresentano il Santo secondo l'iconografia più consueta - "capelli neri e crespi e barba fluente"e ne illustrano il martirio ordinato dal re Astiage dopo la conversione al cristianesimo del re Polimio, suo fratello maggiore, collocando al centro la più nota scena della scarnificazione da vivo, preceduta dalla rappresentazione di Bartolomeo bastonato alla colonna, seguita dalla decapitazione.

Bibliografia
La chiesa di S. Bartolomeo. Arte e storia edizione Comune di Albino/Teramata 2012 (con saggi di Guglielmo Clivati, Giampiero Tiraboschi, Franco Innocenti, Chiara Paratico, Monica Ibsen, Laura Gnaccolini, Amalia Pacia, Marialuisa Madornali), Prezzo € 15,00 ( disponibile in biblioteca di Albino)

 

Immagini

Pieta
Albino chiesa di S. Bartolomeo, Pietà, affresco, Bottega Marinoni

Martirio
Albino, chiesa di S. Bartolomeo, Storie di S. Bartolomeo - Martirio per scorticamento, particolare, affresco, Giovanni Marinoni e bottega

Decapitazione
Albino, chiesa di S. Bartolomeo, Storie di S. Bartolomeo - Decapitazione, particolare, affresco, Giovanni Marinoni e bottega

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