Piasa 'lbì e porteghèt

Immagine Piasa 'lbì e porteghèt

    Informazioni Generali

  • Spazio Urbano Sec. XIV
  • Via G. Mazzini n. 61 24021 Albino (Bg)

Descrizione Morfologica
Chiamata semplicemente Piazza, pur avendo perso gran parte degli spazi aperti, situata lungo la strada del Comune di Bergamo (oggi Via G. Mazzini), si estendeva dalla via de Tuvo (oggi Via Vittorio Veneto) alla via Nova (oggi Via S. Anna) e comprendeva l’area oggi in gran parte occupata dalla settecentesca chiesa di S. Anna, ed i portici lungo le abitazioni, ora chiusi e occupati dai negozi.
Era il centro nuovo di Albino, punto di ritrovo e di animazione della vita economica e sociale.
Sulla Piazza e lungo la strada maggiore si affacciavano le abitazioni delle famiglie emergenti, e vi erano anche due case-torri, i classici edifici nobiliari, che nel XIII secolo si erano diffusi, a partire dai modelli cittadini, anche nei maggiori centri del contado. Anche queste case poste nel centro del paese erano sempre associate ad ampi spazi aperti: corili, aie, orti, piccoli appezzamenti di vigneto.
All’angolo con via de Tuvo esisteva il Bettolino del Comune (edificio conosciuto come porteghèt) , ossia una locanda con stallo ove trovavano alloggio i forestieri; sul lato settentrionale della piazza vi era anche un forno da pane.

Descrizione Storica
L’assetto urbanistico di Albino a metà del XIV secolo seguiva due direttrici principali: il corso del Rio Re, dalle sorgenti sino al fondovalle, e la strada del Comune di Bergamo, che saliva sul primo terrazzo fluviale sino al ponte sul torrente Albina, lungo la quale era andato sviluppandosi il borgo. È l’ossatura dell’attuale centro storico, che, pur con successivi interventi di rifacimento e completamento, costruì l’abitato di Albino sino al secondo dopoguerra.
Del 1524 è la costruzione di uno dei portici che danno sulla Piasa (oggi ospita caffè Garibaldi e la cartoleria Petteni), e di qualche decennio precedente l’edificio stesso del porteghèt (oggi proprietà Cugini); indizio che tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento matura un tentativo di ampliare lo slargo di via Mazzini e attribuirgli maggior significato civico dove commercio, servizi e incontri erano favoriti.
Qui si collocavano spesso i notai Da Gaverina per redigere i loro atti alla vista dei passanti; era il punto ideale per transazioni, contrattazioni e per comunicare le novità.
Questa sollecitazione ad identificare anche architettonicamente il ruolo di piazza non verrà accolta successivamente. Unica eccezione è la chiesa di S. Anna, progettata nel Settecento da G. B. Caniana, la cui facciata è arretrata rispetto alla strada e preceduta da un ampio portico.
Nel 1803 il Comune vende l’edificio del Bettolino, da quell’anno in avanti inizia la chiusura dei portici a seguito della privatizzazione.
Sotto il porteghèt, durante la prima guerra mondiale, venivano distribuite razioni di latte e minestra e, a sera inoltrata, letto il giornaliero bollettino di guerra.
Dal 1922 l’ex accesso al Bettolino è trasformato in negozio.

Bibliografia

AA.VV., Storia delle terre di Albino: dalle origini al 1945, vol. 1 Le età, a cura di Alberto Belotti, Orazio Bravi e Pier Maria Soglian, Brescia, Grafo, 1996

FELICE NANI, Ol Porteghèt ed il Bettolino del comune di Albino, Albino, R.C.S.A, ottobre 1999

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