Palazzo del Vicario

Argomenti :
Patrimonio culturale
Indirizzo Piazza S. Giuliano, 24021 Albino BG, Italia
Punti di contatto
Cap 24021
Modalità di accesso

Il palazzo si trova nel centro storico (lastricato in porfido) e attualmente non è visitabile internamente.

Descrizione Morfologica

Costruito in sostituzione del portico preesistente, il nuovo palazzo di giustizia è un edificio di rappresentanza, realizzato con criteri di qualità visibili tutt’oggi nelle pietre finemente squadrate a vista che formano lo spigolo della costruzione. Sulla facciata furono dipinte le immagini di San Giuliano e di altri Santi, probabilmente patroni della comunità. Al piano terra dove operava il Vicario o un suo luogotenente, si trovava la spaziosa sala di rappresentanza con soffitto a volta, fra le cui imposte erano affrescati gli stemmi dei Vicari succedutisi nel tempo per governare la Valle Seriana Inferiore e le panche addossate alle pareti. Una descrizione settecentesca ce ne illustra il decoro: il fondo mostrava un affresco della Giustizia affiancata da due puttini, uno reggente lo stemma del Vicario Martino Passi con la data 1571 e l’altro l’antico stemma del comune diviso per lungo in due campi, bianco e rosso, con al centro il patrono Sant’Albino; al di sotto della Giustizia era tracciata la scritta in latino: Vinculum humanae societatis (vincolo dell’umana società), mentre al di sopra di un San Marco il motto: Diligite iustitiam qui videbitis orbem (amate la giustizia e possederete la terra). Sulla parete occidentale, con la data del 14 marzo1608, era l’affresco di un Ecce Homo, ossia il busto di Cristo flagellato, con incisa la frase: Nexo pro iustitia per vulnera fudi/mors mea iustitiam te tueare monet (ho dato la vita per promuovere la giustizia; la mia morte ti esorta a praticare la giustizia). Annesso al palazzo vi era l’alloggio dei giusdicenti. L’edificio, originariamente di soli due piani, è stato fortemente modificato nel corso del Novecento e ad oggi presenta una divisione in tre piani, con l’inserimento in facciata di cinque ulteriori aperture. Il livello aggiuntivo è stato certamente ricavato dividendo in due parti lo spazio a doppia altezza del piano terra. L’accesso all’edificio avviene tramite il portale che si affaccia su piazza san Giuliano.

Descrizione Storica

L’edificio fu costruito dal Comune di Albino, e per volere di Bartolomeo Martino Bursa, tra il 1484 e il 1487; era il palazzo di giustizia sede del Vicario di Valle, utilizzato anche dal Comune per i suoi consigli. Con la fine del dominio Veneto (1797) cessa di esistere l’istituto del Vicario di Valle: il fabbricato viene destinato ad uso di archivio notarile. Ristrutturato intorno al 1870 è stato adibito a scuola elementare maschile pubblica (l’ex voto presso la chiesa della Madonna del Pianto ritrae sullo sfondo l’immobile com’era a quel tempo). Dopo la costruzione della nuove scuole elementari (1925) in piazzale Caduti l’immobile venne ceduto alla parrocchia (1930/31) che ne fece l’abitazione del sagrestano e successivamente, con radicale intervento, la sede del bar A.C.L.I.. In tempi recentissimi (2000) è tornato ad essere di proprietà comunale.

Elementi Significativi

Sulla facciata rivolta a ovest, verso la chiesa di San Bartolomeo si trova una lapide in pietra; nella parte alta della lapide campeggia una figura a mezzo busto sovrastata dal motto “servendo se aquista” in latino medievale. La figura, erroneamente identificata come il re longobardo Alboino da Davide Cugini, è invece lo stemma di un Vicario di valle dell’epoca, Bartolomeo Bursa di San Pellegrino, particolarmente distintosi per le sue funzioni. La parte centrale della lapide fornì l’idea, dopo la fine del dominio Veneto, per il nuovo stemma comunale: una torre che campeggia in un inquartato rosso e argento. L’edificio adiacente, al civico 1, era nel Quattrocento, sede del Comune.

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